Il tempo dei mostri. Bestiario minimo dell’Illuminismo Oscuro.

Lo scoppio della bolla delle dot-com ha segnato indelebilmente l’inizio del nuovo millennio a livello economico prima e sociale subito dopo. Dalle macerie di quella detonazione, che ha causato la perdita di capitali enormi e la distruzione quasi completa dell’intero settore dell’economia digitale, sono poi emersi i colossi che oggi controllano il modo in cui ognuno di noi comunica e interagisce con miliardi di altre persone nel mondo. Google come lo conosciamo oggi inizia ad operare nel 2002. Nel 2004 è la volta di Facebook. Due anni dopo segue Twitter. Nel 2007 Apple introduce l’oggetto che ha ridefinito l’esperienza umana negli ultimi due decenni, il primo iPhone. Fiumi di inchiostro sono stati versati a proposito delle conseguenze sociali e culturali dei social media e degli smartphone. Sappiamo quanto siano deleteri per le giovani ragazze i filtri di Instagram, sappiamo quanto Twitter abbia contribuito a radicalizzare il confronto politico e il modo in cui la Brexit è stata resa possibile tramite un uso scellerato di Facebook. Ma c’è un altra conseguenza della bolla di cui i media mainstream si sono occupati poco e male: l’ascesa di una nuova, ricchissima classe di imprenditori digitali culturalmente lontana anni luce da quella, ingenua e spensierata, spazzata via nel 2000. Certo, la stampa fa un gran parlare dei miliardi di Elon Musk e della sua competizione con Jeff Bezos a chi è l’uomo più ricco del mondo; la goffaggine di Zuckerberg fa sempre notizia, e quando si parla di Apple non si perde occasione di elogiare la portata storica delle innovazioni di Steve Jobs. Tuttavia è raro che la stampa scavi più a fondo di così. Andare oltre le apparenze e indagare su cosa accomuna la nuova leva di miliardari della tecnologia si rivela invece fondamentale per capire la loro visione del mondo e il modo in cui le loro idee (e i loro immensi capitali) stanno accelerando il ritorno in forze delle nuove destre in tutto l’occidente. Per iniziare a comprendere un po’ meglio che cosa si cela dietro i personaggi di spicco della nuova destra americana e quali siano le loro intenzioni più profonde, è necessario partire da un movimento che per anni è passato quasi inosservato, prosperando nelle ombre dello sfavillante successo dei miliardari di Silicon Valley. Un movimento che fin dalle origini non fa mistero delle proprie intenzioni antidemocratiche e totalitarie: il movimento neoreazionario. Lungi dall’esaurire l’argomento, in questo articolo ci limiteremo a fornire una lista minima di personaggi chiave senza i quali è difficile spiegare quello che sta succedendo sulla scena politica mondiale dal novembre 2024 in avanti.

Curtis Yarvin

È da poco iniziato il nuovo millennio quando un giovane ingegnere informatico che si firma con lo pseudonimo Mencius Mouldbug inizia ad appuntare nel suo blog Unqualified Reservations alcune idee su politica ed economia che definire preoccupanti è un eufemismo. Yarvin sostiene infatti che la democrazia sia un esperimento fallito e che sia necessario sostituirla con un sistema monarchico modellato sulla governance delle grandi multinazionali1. Nei suoi prolissi interventi Yarvin difende apertamente la schiavitù e il razzismo scientifico, sostenendo altresì che i bianchi abbiano un quoziente intellettivo naturalmente più alto rispetto alle altre popolazioni. Sul blog di Yarvin trovano spazio anche argomenti che col tempo sono diventati dei classici delle destre mondiali: il disprezzo per le università, viste come covi di ideologia progressista; e la convinzione che sia necessario eliminare la vecchia burocrazia statale che rallenta il progresso del grande capitale2. Farneticazioni che probabilmente sarebbero rimaste confinate alla periferia della blogosfera di estrema destra se non fosse stato per tre incontri fondamentali: quello con Nick Land, quello con Peter Thiel e quello con Steve Bannon. Nick Land, personaggio dalla variegata storia accademica e personale, è il primo a interessarsi apertamente al pensiero di Yarvin, dedicandosi a sistematizzarlo e a dargli una consistenza che potremmo chiamare filosofica, rendendolo così “accettabile” fuori dalla ristretta cerchia della nascente alt-right americana. Con Thiel, Yarvin fa affari fin dal 2013, da quando cioè il miliardario americano investe somme considerevoli nella startup Tlon, ma il loro rapporto risale probabilmente già alla fine degli anni ‘00. Con Bannon, architetto della prima presidenza Trump, il rapporto è invece assai asimmetrico: Bannon ha più volte espresso ammirazione verso Yarvin e ha contribuito significativamente a diffondere le idee neoreazionarie fra le élite della destra americana a Washington, nonostante l’ostilità di Yarvin nei suoi confronti. Pur senza aver mai rivestito cariche politiche, il semisconosciuto blogger che si firmava Mencius Mouldbug si configura in pochi anni come una figura chiave del movimento neoreazionario, una sorta di “padre nobile” a cui si richiamano apertamente personaggi del calibro di Elon Musk e JD Vance.

Nick Land

Nato e cresciuto intellettualmente presso l’università di Warwick, Land è diventato una figura fondamentale nel mondo della alt-right, influenzando il pensiero e la prassi politica di personaggi come Peter Thiel e JD Vance. Prima di dedicarsi al pensiero di Yarvin e di dargli il nome con cui lo conosciamo oggi, Illuminismo Oscuro, Land è stato la colonna portante di uno dei collettivi di ricerca più importanti e meno convenzionali degli anni ‘90 del XX secolo, noto come Cybernetic Culture Research Unit. Durante l’esperienza della CCRU, il filosofo inglese cerca di superare i limiti del corpo e della mente tramite droghe, musica elettronica e letture non ortodosse di filosofia e matematica. Nel suo tentativo di superare i limiti umani Land sviluppa il concetto di accelerazionismo, che vede il capitalismo come una forza cibernetica senziente che l’uomo deve alimentare fino al raggiungimento della propria stessa obsolescenza. Provato dal collasso psicofisico dovuto agli eccessi della CCRU e deluso dalla chiusura del progetto ad opera dell’università, Land si trasferisce a Shanghai nel 2000, dove rimane folgorato dalla rapidità dello sviluppo cinese e teorizza il concetto che poi sarà fondamentale in tutto il pensiero neoreazionario: il capitalismo funziona meglio quando vengono meno le inibizioni imposte dalla democrazia. La scoperta del blog di Yarvin cementa in Land la convinzione che solo tramite il capitalismo senza freni sarà possibile arrivare alla totale accelerazione tecnologica e al definitivo superamento dei limiti organici dell’essere umano. L’arrivo di Bitcoin segna per Land l’inizio di una nuova era in cui l’aggressione sociale, vista da lui e dagli altri neoreazionari in chiave positiva, prenderà finalmente il sopravvento sulle vecchie pastoie della solidarietà sociale permettendo finalmente lo sviluppo di un individualismo totalizzante e sfrenato3. Move fast and break things smette di essere un semplice consiglio di business e diventa per Land un imperativo morale per realizzare il massimo potenziale del capitalismo come forza dirompente per superare la società attuale, senza mai badare ai rischi che questo comporta.

Peter Thiel

Thiel compare sulla scena nel 2002 insieme a Elon Musk e al resto della cosiddetta PayPal Mafia, un gruppo di giovani imprenditori diventati novelli multimilionari dopo la vendita del servizio PayPal a eBay per la cifra, allora sbalorditiva, di 1,5 miliardi di dollari. L’anno successivo fonda Palantir Technologies, società dedicata allo studio e all’analisi dei big data e nel 2005 lancia il Founder’s Fund con l’obiettivo di investire in startup promettenti. Thiel è stato il primo finanziatore esterno di Facebook nel 2004 e tramite il Founder’s Fund investe in Tlon, la startup di Curtis Yarvin, nel 2013. In un famigerato articolo pubblicato nel 2009 sul sito del Cato Institute, Thiel ha espresso opinioni chiaramente ispirate al pensiero di Yarvin. Fra tutte spiccano le sue posizioni sulla democrazia, che sarebbe incompatibile con il capitalismo e comunque minata alle fondamenta a causa dell’estensione del diritto di voto ai poveri e alle donne4. La soluzione proposta da Thiel è saldamente ancorata nel mito reazionario del ritorno all’età dell’oro, sebbene declinato al futuro: il ritorno alla forma monarchica non è sufficiente per riportare ordine nel mondo, quello che serve è un nuovo modello di autoritarismo tecnologico che vede lo stato come una startup da gestire con i metodi della Silicon Valley. Come già Yarvin prima di lui, Thiel ammanta il pensiero dell’estrema destra nel linguaggio familiare della cultura imprenditoriale americana, tutta tesa all’efficienza economica e al profitto a breve termine, il che lo rende immediatamente appetibile alla nuova élite che sta nascendo nella Silicon Valley. Con Thiel assistiamo per la prima volta alla contaminazione fra il pensiero dell’estrema destra neoreazionaria e i miliardari della tecnologia, un incontro destinato a cambiare le sorti degli Stati Uniti e delle democrazie occidentali nell’arco di pochi anni. Sarà infatti Thiel a finanziare copiosamente la campagna elettorale di JD Vance in Ohio5, il primo gradino di una carriera politica che lo porterà a diventare vice presidente degli Stati Uniti. Con l’elezione di Trump nel novembre 2024, il movimento neoreazionario si trova catapultato nelle stanze del potere, e Thiel non si lascia sfuggire l’occasione: non solo preme per nominare David Sacks (membro anche lui della PayPal Mafia) a capo del settore criptovalute e IA, ma tramite Palantir Technologies ottiene dal governo federale contratti miliardari per la fornitura di servizi per la temuta ICE, per sviluppare strumenti di sorveglianza e per la fornitura di tecnologie militari.

JD Vance

Nato in una modesta famiglia a Middletown, in Ohio, Vance si arruola nei Marines a soli 19 anni e diventa corrispondente militare dall’Iraq. Nel 2007 abbandona la carriera militare e si iscrive all’università, dove nel 2011 conosce per la prima volta Peter Thiel durante una conferenza. Stregato dal personaggio, Vance definisce quel momento “il più importante della mia vita”6 e decide di abbandonare rapidamente la carriera legale per tuffarsi nel mondo del venture capital, mossa che gli riuscirà nel 2016 quando verrà assunto da Thiel stesso come investitore nella società Mithril Capital (come Palantir, un nome preso dalla mitologia tokieniana). Sempre nel 2016 Vance pubblica Hillbilly Elegy che lui stesso definisce un “ibrido fra una biografia e un commentario sociale”. Anche in questo caso Thiel gli darà supporto elogiando pubblicamente il libro e garantendogli così un ampio successo. Durante la sua brillante carriera politica Vance non ha mai nascosto la sua ammirazione per Yarvin e le sue idee, presentandole anzi come valide e sostenendo apertamente il concetto di reboot degli Stati Uniti espresso da Yarvin con l’acronimo RAGE (Retire All Government Employees). Non è difficile ravvisare un’eco di questa teoria nella propaganda trumpiana contro il “deep state” che ha poi trovato espressione in un altro acronimo: DOGE (Department of Government Efficiency). Di breve durata ma di grandissimo impatto, il dipartimento per l’efficientamento del governo guidato da Elon Musk ha rappresentato il primo passo verso la dismissione della burocrazia statale vista come ostile al presidente, che invece agli occhi dei neoreazionari deve agire indisturbato come se fosse l’amministratore di una startup. Vance rappresenta attualmente la frangia più avanzata del pensiero neoreazionario negli Stati Uniti e, come già dimostrato a Monaco nel febbraio del 2025, non ha intenzione di limitare la sua influenza al suolo americano: nel suo primo discorso europeo da vice presidente degli Stati Uniti ha accusato l’Unione Europea di reprimere la libertà di parola e di star soccombendo di fronte all’immigrazione clandestina, di fatto porgendo la mano alle destre europee più estreme e lasciando intendere che, su quei temi, l’intesa fra la nuova destra americana e i risorgenti partiti di estrema destra europei non è solo possibile, ma del tutto auspicabile.

Appare evidente da questa pur stringata lista di personaggi chiave del movimento neoreazionario che i legami personali all’interno della nuova élite di Silicon Valley sono molto forti, politicamente connotati e interamente orientati alla realizzazione della visione di Yarvin e soci. La loro è una coscienza di classe feroce e ben strutturata, modellata sulla comune esperienza di uomini bianchi, occidentali e ricchi. Non c’è spazio per fragilità, debolezza, differenze sociali o culturali nel mondo immaginato dai neoreazionari e chi non riesce a primeggiare a scapito di tutti gli altri deve soccombere in nome del darwinismo sociale. L’ascesa della nuova destra statunitense è stato il segnale di partenza per tutte le altre destre occidentali, che da oltreoceano stanno ricevendo modelli di comunicazione, sistemi di idee e sopratutto capitali enormi. Elon Musk ha apertamente sostenuto AfD in Germania7, Steve Bannon ha contatti ben documentati con la destra italiana8 e Trump ha recentemente sostenuto la premier giapponese Takaichi9, che ha stravinto alle elezioni, oltre ad aver pubblicamente incoraggiato la rielezione di Orban in Ungheria. La matrice, quale che sia l’opinione della nostra premier a riguardo, è qui ben nota e evidente e non può più essere ignorata.

1https://www.currentaffairs.org/news/2022/05/the-strange-and-terrifying-ideas-of-neoreactionaries

2https://www.newyorker.com/magazine/2025/06/09/curtis-yarvin-profile

3https://quantsmagazine.com/2025/12/il-trionfo-di-nick-land/

4https://www.cato-unbound.org/2009/04/13/peter-thiel/education-libertarian/

5https://www.thetimes.com/world/us-world/article/peter-thiel-the-paypal-billionaire-behind-jd-vances-sudden-rise-mkb0xlf9x

6https://thelampmagazine.com/blog/how-i-joined-the-resistance

7https://www.theguardian.com/world/2025/feb/24/elon-musk-congratulates-afd-alice-weidel-germany-election

8https://lespresso.it/c/-/2018/10/2/salvini-meloni-e-lo-zio-damerica-si-chiama-steve-bannon-ma-e-senza-soldi/10901

9https://www3.nhk.or.jp/nhkworld/en/news/20260217_17/

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