Nella Gazzetta Ufficiale del 28 giugno 2024 è stata pubblicata la legge 26 giugno 2024, n. 86 recante disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi del Titolo V, articolo 116, terzo comma, della Costituzione.Questa riforma, fortemente voluta dalla Lega, di fatto congela e accentua le forti disuguaglianze già esistenti in Italia. Le regioni ricche del nord potranno infatti trattenere fino a nove decimi del proprio gettito fiscale per spenderlo nei propri territori e avranno competenze, come già per la sanità, per altre materie importantissime finora esclusiva dello Stato: Scuola e Istruzione, Tutela dell’ambiente e dell’ecosistema; Tutela della salute; Tutela del lavoro; Rapporti internazionali e con l’Unione europea e molto altro. Riassumendo: l’Italia verrà spezzettata (modello ex Jugoslavia?) a esclusivo vantaggio delle regioni che già oggi dispongono di maggiori risorse economiche.Come si è arrivati fin qui? Il primo passo è stato compiuto con la modifica al Titolo V della Costituzione votata nel 2001 dal governo Amato II (centrosinistra). Successivamente vi sono stati diversi passaggi parlamentari e 3 Regioni (Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto) avevano presentato il 28 febbraio 2018 richieste di delega su diverse materie di cui sopra chiedendone l’affidamento. Nel 2021 il governo Draghi inserisce, come collegato alla legge di bilancio, il DDL sull’Autonomia Differenziata; la manovra dell’inserimento in legge di bilancio della cornice istituzionale dell’Autonomia Differenziata viene poi realizzata dal governo Meloni a dicembre 2022. Questo dato è necessario per comprendere come sarà difficile per la Corte Costituzionale ammettere a referendum l’abrogazione totale dell’Autonomia Differenziata in quanto appunto la sua istituzione è stata inserita in una legge di bilancio e sulle leggi di bilancio non si possono effettuare referendum.La paternità politica di questo lungo percorso pertanto è ascrivibile a diverse forze politiche alcune delle quali oggi si dicono invece contrarie al provvedimento.Quella contro l’autonomia differenziata è una battaglia che a sinistra (del centro-sinistra) si combatte da anni. Si combatte da quando il progetto apocalittico era promosso anche dal PD, nel silenzio tombale dei suoi gangli politici e sindacali. Oggi, che la firma sulla legge è quella del leghista Calderoli, le carte in tavola cambiano, e l’opportunismo politico porta il PD e i suoi accoliti a contestare la legge o, più probabilmente, a fare finta di farlo. La richiesta di abrogazione totale della legge prevista dal comitato nazionale NO AD, e su cui stiamo raccogliendo le firme nel nostro territorio, rischia infatti di essere vanificata dalla mossa opportunistica di PD & Co che hanno preparato una grande trappola: attraverso l’iniziativa di cinque regioni a trazione csx è stato elaborato un ulteriore quesito che non necessita della raccolta di firme e che, di fatto, manterrà inalterata la legge anche se dovesse passare. Tale scelta viene giustificata con la previsione di una bocciatura del quesito sull’abrogazione totale da parte della Corte Costituzionale, sic! Ma non solo; la raccolta firme promossa dai comitati per l’abolizione integrale dell’AD tramite referendum si colloca all’interno di un percorso politico attuato da comitati esistenti da anni nei territori, compreso il nostro. Alle molteplici iniziative che abbiamo organizzato in questi anni le forze politiche del centro sinistra hanno partecipato poco o nulla, né tanto meno abbiamo visto politici del centro destra. Ora il centro-sinistra, guarda un po’, si inserisce nel percorso ignorando il Comitato contro ogni AD che da anni opera coerentemente nel territorio arrivando a costituirne un altro composto da PD, CGIL, AVS, ahi noi ANPI, ….Per questo abbiamo deciso di raccogliere le firme autonomamente non avendo alcuna alcuna intenzione di consegnare la nostra posizione chiara e coerente da sempre nelle mani di chi, fino a ieri e a partire da domani, l’autonomia differenziata l’ha teorizzata, promossa e, attraverso la modifica al titolo V della Costituzione, l’ha resa possibile di fatto. In barba a questo ridicolo tentativo e confidando nella memoria di chi ha partecipato alle nostre iniziative in passato, il Comitato Contro Ogni Autonomia Differenziata a breve presenterà un calendario di appuntamenti in cui sarà possibile firmare per la presentazione al referendum dell’unico quesito che propone l’abolizione reale di una legge iniqua, pericolosa e bipartisan.
Comitato contro ogni autonomia differenziata – Bracciano (GASP, COBAS, Rifondazione Comunista)
per INFO https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/