Quando ci siamo riuniti la prima volta, il 13 dicembre 2018, eravamo in 7, seduti per terra, al freddo, in uno scantinato sporco, umido e rivestito di una carta da parati che sceglierne una più triste e tetra sarebbe stato impossibile. Non avevamo le sedie, né un tavolino. Ci siamo seduti in cerchio intorno ad uno scaldino più pericoloso che efficace e abbiamo cominciato a sognare. Non ci svegliate, noi siamo ancora qui e vogliamo restarci.
In cinque anni ce ne sono successe davvero di ogni tipo e colore: siamo stati sfrattati, additati, accusati. Qualcuno ha anche provato ad usarci, ma ha dovuto cambiare presto i suoi programmi. Cinque anni sono lunghi per certi versi. Sono lunghi da vivere per un’associazione antifascista su un territorio militare. Sono lunghi da sopportare quando, nel tentativo di aprire un dialogo con le istituzioni locali, si finisce a confrontarsi con chi brama potere e visibilità, irridendo pressoché apertamente chi mette in gioco la propria azione e il proprio tempo per il bene comune, concetto completamente ignoto a chi scambia un assessorato per un posto nel consiglio di amministrazione di una S.p.a.. 5 anni sono infine addirittura un traguardo insperato nel momento in cui, dopo mesi di lavoro e di investimenti, emotivi ed economici, un gruppo giovane come il nostro ha dovuto confrontarsi con uno sfratto squallido, ma ancor più con la delusione umana e politica che il nostro allontanamento dalla nostra esperienza ad Oriolo del 2021 ha comportato. Nel gruppo e in ognuno e ognuna di noi. Cinque anni sono lunghi e faticosi per chi cerca l’indipendenza, l’autonomia della propria azione e non tollera paternali o intromissioni.
Per certi versi e per fortuna, però, il tempo vola e questo ci da la forza per resistere e per continuare.
Il corso di italiano, l’aula studio, le due (l’anno prossimo tre) edizioni della Mostra del Cinema, le tante iniziative organizzate su temi sociali, politici e di attualità. Il nostro consueto appuntamento il 25 Aprile, gli incontri del gruppo Queerlanding sulle questioni di genere, le mostre e i corsi. Non si riuscierebbe a fare un elenco esaustivo citando ogni attività e questo racconta tutto ciò di cui ci interessa discutere rispetto a questi cinque anni di GASP. Cinque anni importanti prima di tutto per la formazione di un gruppo unito, sempre più largo e eterogeneo, che ha saputo costruirsi un’identità attraverso il confronto, franco e a volte duro ma costruttivo. Una base solida di una sinistra indipendente e autorganizzata che a Bracciano non si vedeva da decenni e che forse per questo ci carica di un peso che non ci meriteremmo di portare da soli, ma finché servirà siamo pronti a tenercelo in spalla.
In questo tempo, a volte lento e pesante, altre veloce e pieno di impegno, abbiamo trasformato uno scantinato nella nostra sede, abbiamo costruito un luogo di riferimento e conforto per tante e tanti che sul territorio erano stati abbandonati, o mai considerati. In questo tempo ci siamo organizzati in difesa dei lavoratori, abbiamo realizzato eventi che hanno portato alla nostra comunità stimoli nuovi e accessibili a tutti e tutte.
Siamo orgoglios* di quanto siamo riusciti a fare e determinat*, perché c’è ancora molto su cui lavorare, tanto da dire e una responsabilità, un impegno da onorare: esserci, oggi ma sopratutto domani. Esserci per noi, per il nostro territorio e in difesa dei diritti di tutte e tutti nella nostra comunità.
GASP – Associazione Antifascista di Promozione Sociale.