Stasera Oriolo? Cambia Canale!

Che nostalgia i tempi in cui Rete 4 era soltanto “La Ruota della Fortuna” di Mike Bongiorno e il Tenente Colombo!

Nella televisione di quegli anni certi personaggi folkloristici si vedevano giusto nei film comici, rimbalzati tra gli schiaffoni di Bud Spencer e Terence Hill, metafora di come una società minimamente sveglia dovrebbe percepire certe macchiette.



Nel 2023, complice il modo in cui i social network hanno permesso di fare politica, ce li ritroviamo su programmi squallidi di pseudo-giornalismo d’inchiesta, gli stessi programmi che pagano attori per interpretare fake di migranti e micro-criminali per lavare il cervello, a colpi di intolleranza spicciola, a quei quattro malcapitati che ci cadono facendo zapping.

Questi soggetti te li ritrovi a parlare di Oriolo Romano, un paese di nemmeno quattromila anime, in un servizio su polemiche da bar ( sicuramente la parte più avvincente del video) portate su scala nazionale, con un chiarissimo intento politico che il consigliere locale di Fratelli d’Italia tenta maldestramente di nascondere a favore di camera.
La scena è simile a uno di quei servizi imbarazzanti sceneggiati da Maccio Capatonda, tra il demenziale e il surreale, incluso un signore inquadrato al bar mentre tenta di leggere un copione scritto probabilmente dagli ideatori dell’inchiesta “del secolo”.

Ma di cosa hanno parlato? Qual era la polemica tra i pensionati del Bar dello Sport?
Il consigliere di minoranza, protagonista del servizio di Rete 4, ha presentato una mozione al consiglio comunale, prontamente rifiutata: l’intitolazione di un parco-giochi per bambini ai “caduti di Nassiriya”.

Una targa dedicata a dei carabinieri inviati in missione in Iraq, per spalleggiare un’occupazione militare dall’altra parte del mondo.
Militari che lo stato italiano ha fatto ascendere a martiri ed eroi, per unire la narrazione dei bravi occidentali che esportano civiltà e democrazia con le guerre con quella del patriottismo militarista più sentimentale, anche un po’ per lavarsi le mani dalle morti dei suoi stessi soldati.
Per la cronaca, la guerra in questione è quella che, con il solo casus belli di armi atomiche mai trovate, ha portato alla morte di oltre 150.000 Iraqeni nei soli primi tre anni di conflitto. Una destabilizzazione che dopo venti anni ancora semina miseria e miete vittime, avendo lasciato terreno fertile ad integralismo religioso e autocrati locali.


Insomma, il perfetto esempio pedagogico come nome del luogo in cui vorremmo veder giocare i bambini, magari sostituendo direttamente il parco-giochi con un percorso a ostacoli nel fango stile “Marines”, per poter crescere ottimi soldati da mandare al fronte.
O perchè non una torretta per cecchini? Magari intitolata a Chris Kyle, lo sniper pluridecorato per aver ucciso personalmente oltre 160 persone nello stesso conflitto!


Insomma, l’operazione propagandistica della destra locale usa la ridicola farsa mediatica per nascondere la volontà politica di portare un messaggio, tutt’altro che pacifico, in un luogo che dovrebbe ispirare un’educazione tutt’altro che militarista.
Il capo della minoranza, che fino a pochi anni fa era candidato con il partito post-fascista Casapound, cita strumentalmente Primo Levi in consiglio comunale.
Lo fa da rappresentante della neonata sede locale di Fratelli d’Italia, intestata a Giorgio Almirante, firmatario del manifesto “In difesa della razza” nel 1938 e quindi complice diretto dell’olocausto che Primo Levi visse e testimoniò.
Lo stesso Giorgio Almirante che nel Maggio 1944 ordinava la fucilazione alla schiena degli italiani che non si fossero uniti alla Repubblica di Salò.


Vogliamo davvero affidare la toponomastica locale a chi, oltre a banalizzarne il significato, ne abusa in maniera strumentale per imporre una direzione politica squisitamente totalitaria?

A.R.

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