La guerra inizia oggi?

Di G.F. e L.A.

L’incessante chiacchiericcio mediatico di questi giorni continua a parlare della guerra come fosse una questione manichea: da una parte le forze del male, capeggiate da Putin e dall’altra le forze del bene rappresentate dall’Ucraina e supportate dal buon Occidente, con in testa la Nato e gli Usa. Ancora una volta alludendo qua e là all’incubo comunista e alla restaurazione dell’URSS, nonostante Putin stesso abbia biasimato Lenin per aver “concesso” l’indipendenza all’amica Ucraina.

Per sviluppare una riflessione su quello che sta accadendo è necessario come sempre analizzare le questioni nella loro complessità e all’interno del contesto in cui si sviluppano. Innanzitutto il conflitto Ucraino non inizia oggi: dal 2014 è in atto una guerra civile che ha portato a 14mila morti e più di due milioni di profughi, pur essendo ritenuta un “conflitto a bassa intensità”. L’invasione ordinata da Putin lo scorso 24 Febbraio è solo il culmine dell’escalation delle violenze e di ciò che stava accadendo in Ucraina.

Violenze che però non si manifestano nel solo territorio ucraino. Infatti, nonostante mediaticamente si percepisca che la guerra in atto sia l’unica nel mondo, negli ultimi 30 anni sono morte mediamente più di 90mila persone all’anno a causa di conflitti armati e solo nel 2021 ne sono state registrate 115.471. Di seguito una mappa di UCDP in cui sono rappresentati solo i conflitti armati in cui una parte coinvolta è uno Stato (State-Based).

Dalla Palestina bombardata quotidianamente da Israele, a tutte le operazione di “peacekeeping” della Nato (che non hanno niente a che vedere con la pace) e ai centinaia di conflitti nel mondo, viene sempre scelto arbitrariamente da chi ha interessi in quali casi la sovranità sia effettivamente da tutelare. In questo caso, nonostante l’opposizione popolare, tutto l’Occidente sta intervenendo per tutelare la famigerata sovranità dello Stato “amico”.

Tutte le guerre presentano una costante: sono mosse da interessi da parte di chi detiene il potere politico, economico e/o militare, mentre le conseguenze più gravi sono pagate dalla popolazione civile, costretta a vivere in condizioni disumane e a scappare. Oggi la fortezza Europa mostra la sua incoerenza: si varano misure speciali per l’accoglienza dei rifugiati ucraini, ma allo stesso tempo si lasciano morire i migranti in mare e al confine con l’Ungheria e si finanzia il criminale Erdogan per respingerli.

Nella narrazione mediatica, siamo passati dal sentir parlare solo della pandemia, in cui venivano spesso utilizzati termini legati alla guerra, ad una guerra vera e propria, in entrambi i casi parlando di gravi conseguenze per tutti, come fossimo tutti sulla stessa barca. In realtà, come mostrato nell’articolo “Andrà (ed è sempre andato) tutto bene solo per pochi” , durante la pandemia i pochi che detengono la stragrande maggioranza della ricchezza mondiale hanno visto aumentare ulteriormente il proprio patrimonio e mirano a fare lo stesso con la guerra. Il leitmotiv rimane che ci sono degli oppressori che lucrano sulle vita delle persone ogni giorno e hanno interessi solo a tutelare la propria posizione di potere, e degli oppressi che ne pagano le conseguenze sulla loro pelle.

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