di: M.S.
Il punto di domanda dopo la parola “spese” è volutamente inserito a sottolineare la non neutralità dei termini che utilizziamo. “Le parole sono importanti” diceva Nanni Moretti in un suo film perché connotano in partenza e definiscono una situazione. Parlare pertanto di spese per l’istruzione e l’educazione e inserire a bilancio dello Stato o degli Enti Locali nella voce uscite quanto viene stanziato per tali voci è di per sé un giudizio: i finanziamenti su questi capitoli sono debiti per le casse e quindi vanno ridotti!
La miopia tautologica insita in tale ragionamento rende “normale” quanto accaduto anche nel nostro Comune in riferimento alla situazione degli investimenti “a favore” dell’infanzia e dell’adolescenza. Nessun progetto educativo di prospettiva è stato posto all’ordine del giorno delle varie amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi due decenni, anzi la situazione strutturale dell’edilizia scolastica è peggiorata né si vedono indicazioni contrarie in tal senso.
Come paradigma del tutto è eclatante quanto successo per la scuola comunale dell’Infanzia di Pasqualetti. Questa scuola aveva rappresentato, non solo per Bracciano ma anche per il territorio circostante, un esempio di attività educativa d’eccellenza. Nello spazio di un decennio le sezioni sono state progressivamente azzerate con tagli annuali e nessuna ricerca di fondi statali ed europei. Il tutto in assoluta continuità indipendentemente dal colore politico della giunta comunale.
A nulla sono valse le mobilitazioni costanti che docenti, personale ausiliario e genitori hanno attuato in questi anni riuscendo solo ad evitare una chiusura drastica che già ci sarebbe stata da anni senza tale impegno. Da parte di tutte le persone coinvolte ci sono state anche proposte fattive in merito al reperire risorse, proposte che le varie amministrazioni si sono ben guardate dall’attuare. L’ottenimento della qualifica di scuola paritaria è stato ottenuto proprio in virtù di tali mobilitazioni mentre la solita miopia istituzionale ha impedito il riconoscimento di Bracciano come scuola polo per l’infanzia rinunciando così ad ulteriori investimenti statali. Ora che nel PNRR sono previsti altri fondi per le scuole dell’Infanzia, la scuola non c’è più: un perfetto esempio dell’antico detto “l’operazione è riuscita ma il paziente è morto”.
Questa amara constatazione si può estendere all’intera politica educativa dello Stato italiano. L’investimento nell’istruzione e nell’educazione è progressivamente e costantemente diminuito mentre il costo del disagio minorile nelle casse dello Stato ha un andamento inverso: dai 2 miliardi del 2010 ai 2,8 miliardi del 2021.
Per questo all’inizio dell’articolo si parlava di miopia politica: i “costi” sociali del disinvestimento nell’educazione non sono presi in considerazione quando si opta per una politica di cosiddetto contenimento della spesa pubblica. Speriamo che la nuova Amministrazione di Bracciano dimostri di avere uno sguardo verso il futuro che contempli questo respiro a lungo raggio, per ora l’inizio non promette nulla di nuovo.
