Elezioni Aministrative Bracciano 2021, una prima riflessione

Quando abbiamo deciso di fondare una a.p.s. (Associazione di Promozione Sociale), lo abbiamo fatto col chiaro intento, dichiarato e condiviso, di “portare il nostro contributo” in maniera del tutto libera e indipendente. Lo abbiamo fatto, lo continuiamo a fare, perché crediamo sia l’unico modo per potersi gestire e costruire la propria identità autonomamente, senza spinte di interessi o “casati storici”. Non è compito delle associazioni prendere il posto della politica istituzionale, ma è quello di accompagnarla, vigilare sul suo operato, denunciarne le mancanze e al contempo lavorare perché di queste non ne soffra la comunità. Questo è quello per cui siamo nati, questo è quello che continueremo a fare. Ma non è solo questa la ragione della nostra assenza, tanto ignorata in questo momento, quanto interessante e misteriosa fino a qualche settimana fa. A chi, in questi mesi, è venuto a chiederci se fossimo stati interessati a partecipare ad un progetto comune abbiamo risposto che per noi non poteva esserci un’ipotesi politica se non basata su una proposta fortemente al ribasso, che si esprimesse con sincerità sulle reali possibilità di sviluppo e governance del paese, senza rilanciare su la qualunque nella piena consapevolezza di non poter tener fede agli impegni presi. Ma questa, con tutta evidenza, non potrà mai essere una posizione accettabile per chicchessia. E comunque non è una problematica che esaurisce il ragionamento di GASP su queste elezioni amministrative, c’è molto di più. A cominciare dall’immancabile presenza dei grandi cognomi. Spesso accompagnati da figure non altrettanto gigantesche dal punto di vista politico, i grandi cognomi non mancano e abbiamo sempre saputo che non sarebbero mancati, a garanzia di una continuità che non riguarda l’appartenenza politica ma l’approccio all’amministrazione della cosa pubblica, disinteressato al bene collettivo e spesso concentrato sulla glorificazione di sé stessi. Per continuare poi con quello che forse è il nodo principale: la questione politica. La favoletta della politica locale indipendente da quella nazionale a Bracciano è diventata verità. Una storiella, chiaramente, per chi rappresenta le sezioni locali di organismi nazionali e sa perfettamente quale sia il legame tra la linea politica del proprio partito e quello che deve mettere in atto nel proprio territorio. Un’ ovvietà invece per troppe persone, a volte anche direttamente interessate alla contesa, che sembrano non comprendere quale sia il valore, pratico e ideologico, della scelta di far parte o di sostenere partiti politici responsabili di scelte antiumane che provocano morte e tortura (vedi il rinnovo degli accordi con la Libia), che calpestano la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici (vedi sblocco licenziamenti), che contestano l’unico strumento, tra l’altro largamente insufficiente, di sostegno a chi è stato affamato e reso precario per la vita dalle loro stesse decisioni in materia economica e di lavoro( vedi “metadone di stato”). Per noi tutto questo conta, perché la politica la riteniamo qualcosa di importante, che va rispettata a colpi di coerenza e confronto. La politica non va sfruttata, la politica deve tornare ad essere il frutto di uno sforzo collettivo e di una visione ideale. Per questo non possiamo non chiederci quale sia la visione di chi condivide un progetto politico locale con un partito che, a livello nazionale, propone di affondare le navi delle ONG; o di chi partecipa in coalizione con un partito che sostiene da anni un’opera inutile e dannosa come il TAV. O ancora, come pensa di amministrare la nostra cittadina chi rappresenta qui un partito che a livello nazionale ha visto il proprio segretario recarsi in Arabia Saudita a parlare di rinascimento arabo a qualche mese di distanza dal disastro afgano. Potremmo continuare a lungo ahinoi, d’altronde non possiamo certo considerare i nostri come gli anni della buona politica. Di certo, però, crediamo che l’unico modo per uscire da questo degrado (questo sì, serio e dalle conseguenze nefaste) sia ricominciare dalla coerenza e della libertà di azione e di costruzione dell’identità politiche, specialmente per chi è più giovane o semplicemente sincero. Per questa ragione non potevamo pensare di aderire a qualsivoglia progetto, perché la politica di partito braccianese, come quella locale in generale, non è né il seme, né il frutto dei bisogni del nostro territorio e di chi lo vive. E per tutte queste ragioni ci sentiamo abbastanza lontani da chi ha fatto una scelta diversa dalla nostra, che pure rispettiamo. Continueremo con la nostra attività a prescindere da chi diventerà sindaco e chi assessore alle politiche sociali; e non abbiamo intenzione di avanzare richieste o proposte atte a far sostenere le nostre attività all’amministrazione, qualsiasi essa sia. Quello che possiamo invece augurarci, non solo per noi ma per tutte le realtà associative che sul territorio lavorano, è che con il nuovo corso ci si lasci alle spalle l’arroganza e la miopia di chi ha fatto sempre e solo finta di ascoltare le istanze e i bisogni che la comunità ha provato a sottoporgli.

GASP – Associazione Antifascista di Promozione Sociale

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